Posta Santa Croce è circondata da dieci ettari di terreno, immersi in un paesaggio suggestivo, dove si può passeggiare a contatto con la natura e gustare i frutti della terra raccogliendoli direttamente dagli alberi.

Ciliegie, fioroni, pere, prugne, uva, fichi d’india, gelsi bianchi e rossi, melagrane e mandorle sono a vostra disposizione e se volete vivere davvero la campagna potete partecipare o assistere alla raccolta delle olive (nel mese di dicembre) o delle ciliegie (maggio e giugno).

Rimarrete affascinati dalla luce e dai colori della nostra terra, dall'intensità dei sapori e dei profumi che essa ci regala in ogni stagione. Ritroverete il sapore antico delle cose semplici.

Cesare Brandi, nel suo "Pellegrino di Puglia", scrive:

 
     

 

«Così nessuna campagna è più festosa di questa, che è come un girotondo di bimbi, l’illustrazione benevola di una fiaba, il pianeta di un’età privilegiata e innocente.

Ma è pure come uno scampanio silenzioso che fa echeggiare, nel più riposto cuore, ricordi sopiti e subitanei, di mattini lieti e di scampagnate festive, d’un’età perduta che sembra di ritrovare come un vestito in fondo a un cassetto o un fiore dentro un libro.

Infanzia nostra e della terra, infanzia accesa di luce e d’aria viva, come una corsa, con i polmoni che ingoiano tutto, anche il verde, l’azzurro, i pampani e le carrube.

Tanto, e niente di meno, ci dona questa campagna»

   
     

 

 
   

«…c’erano i fantasmi, c’erano apertamente, senza sotterfugio: e di giorno e di notte. Fantasmi solidi, sparsi ovunque, inestirpabili, per quanti se ne raduni.

Sono le pietre.

Le pietre che la terra pugliese ha in sé come i fantasmi del proprio passato, di una storia ignota e preumana.

Il contadino alza grandi mucchi: poi sceglie, distribuisce, compone a mosaico muri meravigliosi, cementati senza calce, le “parieti”; edifica trulli, pagliare.

Dovunque si vada, in Puglia, si vedono pietre che si aggregano, si cercano, si compongono, come se invece che pietre fossero calamite»

 
     

 

 
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